La testa rasata piace di più in alcuni paesi: ecco quali

Il fascino della testa rasata negli ultimi anni è diventato verità scientifica. Alcune ricerche hanno mostrato infatti che l’uomo calvo è percepito dal gentil sesso come sexy, sicuro di sé e protettivo. Ma si sa, paese che vai, usanza e opinione che trovi: ecco dove mediamente la pelata riscuote più successo e dove al contrario stenta a rimorchiare. 

I luoghi dove la testa rasata ha semaforo verde

La testa rasata spesso è frutto dell’alopecia androgenetica. Osservando le statistiche sui paesi baldness-friendly si nota come siano anche quelli dove solitamente la calvizie è più diffusa. Gli ispanici e in generale gli appartenenti alla razza caucasica, ossia i bianchi,sono i più soggetti alla caduta dei capelli, e guarda caso nell’America Latina la pelata, specie se abbinata a bei muscoloni, piace. Idem negli USA, dove esiste anche un social dedicato al dating per chi vuole aggiudicarsi la compagnia e le attenzioni di una testa rasata. Una ricerca ha precisato persino le città dove, stando ai trend del dating online, le teste alla Bruce Willis o Dwayne Johnson sbancano. In testa ci sono l’esclusiva Fort Lauderdale in Florida e New York, quindi se pensi di capitare da quelle parti e vuoi apparire “so manly” metti in valigia un rasoio Headblade. Salendo al Canada, uno dei paesi “più calvi” al mondo, le cose non cambiano.

Spostiamoci in Europa. La Spagna, sul secondo gradino mondiale più alto per rapporto pelate/chiome maschili, apprezza le doti di una bella testa rasata, per quanto in modo più tiepido rispetto ai cugini sudamericani. Nemmeno in Cecoslovacchia, patria della comunità calva più numerosa al mondo in rapporto alla popolazione, chi è senza capelli ha problemi a rimorchiare. Quanto alla disinibita Scandinavia,i capelli sono un optional che non pare influire più di tanto. Germania e Inghilterra, altri paesi dove imperversa l’alopecia androgenetica, vedono di buon occhio una testa rasata virile. In Russia, idem. Basti dire che dal lontano 1825 ad oggi vige un curioso fenomeno, l’alternanza di un leader politico calvo con un successore capelluto seguito nuovamente da un pelato e così via. Nessun altro paese, eccettuato forse in Africa, vanta tanti premier senza chioma. E il potere è tanto, tanto sensuale… In Italia invece come stanno le cose per i detentori di una testa rasata? Non male, da quando riporti e parrucchini sono stati finalmente sostituiti da molti con una headshave risolutiva. Tra parentesi, stando a una ricerca internazionale che ha coinvolto 10.000 intervistati/e di 12 paesi (non l’Italia), il maschio nostrano è considerato il più attraente del mondo, con chioma o senza, persino se avanti negli “anta”.

Semaforo verde anche nel continente africano, dove abbondano più che altrove le teste rasate sia maschili che femminili. L’alopecia androgenetica è lievemente meno frequente e tende a presentarsi più tardivamente. Ma il clima e la diversa percezione dell’estetica fanno sì che rasarsi il cuoio capelluto sia pratica comune. Con lo scalpo nudo, uomini e donne di colore si trovano benissimo e si apprezzano reciprocamente. 

E quelli dove invece l’assenza di capelli è meno accettata

In Asia la testa rasata è comune soltanto fra alcune comunità religiose. La calvizie virile miete poche vittime per i livelli mediamente più bassi di testosterone e per la minore attività dell’enzima alfa 2 reduttasi di tipo II. Sembra inoltre che la dieta asiatica, più povera di zuccheri semplici e più ricca di vegetali e germogli, ricchi di vitamine e sali minerali, rappresenti un beneficio per la conservazione della chioma. Fatto sta che in Cina, Giappone e negli altri paesi la pelata è considerata brutta e oggetto di scherno. 

Ritornando in Europa, c’è l’Irlanda dove l’alta incidenza di calvizie precoce under 30 viene mal tollerata dai soggetti interessati. Questo comporta un atteggiamento negativo che si riflette in modo malefico anche nei rapporti con l’altro sesso. La cosa non deve stupire e non riguarda soltanto l’Irlanda: i calvi che piacciono non sono mai quelli che si vergognano e cercano di nascondere la loro condizione, bensì quelli consapevoli di poter piacere quanto e più di prima.

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